Folio − LA SCUOLA CHE NON C'ERA

I cinquat'anni dell'Istituto Enrico Fermi di Modena
di Stefano Sghedoni

Di quando in quando capita a tutti noi di volgersi al passato con un pizzico di nostalgia, questo vale anche per gli anni di scuola e, per chi ha un diploma tecnico, gli anni di studio s'identificano con l'Istituto Tecnico Industriale nel quale si sono apprese le nozioni base della propria professione, nozioni che nel corso del tempo si sono approfondite, sviluppate e consolidate in un percorso continuo di studio, ricerca, impegno ed esperienza.
Non c'è da sorprendersi, quindi, se un Perito Industriale decide di scrivere un articolo sull'istituto in cui è stato studente egli stesso, magari in vista di un importante avvenimento, come quello dei cinquant'anni dalla fondazione, anniversario che nel corso dell'anno scolastico 2006−2007 verrà festeggiato dall'I.T.I.P. "E. Fermi" di Modena: "la scuola che non c'era", (come veniva riportato in un'intervista di qualche anno fa al suo fondatore Rubens Triva).
L'Istituto Tecnico Industriale Provinciale "Enrico Fermi" di Modena, è una scuola relativamente giovane rispetto alle tante presenti oggi nel territorio nazionale, alcune delle quali d'origine anche pluricentenaria. Il "Fermi" fu fermamente voluto e coraggiosamente sostenuto dall' amministrazione Provinciale di Modena dei primi anni '50, quando la nuova spinta economica del dopoguerra, incrementata dalla nascita di numerose piccole e medie imprese (soprattutto nel settore tessile e ceramico), mise in risalto la crescente necessità di tecnici qualificati e mandò in crisi la capacità ricettiva delle scuole locali allora presenti.
In quegli anni, infatti, già esisteva, nella città di Modena, un'importante scuola ad indirizzo tecnico industriale, il "Fermo Corni", nella quale si riversavano studenti anche dalle province limitrofe di Bologna, Mantova e Reggio Emilia. Questa scuola, sorta nel 1921, preparava periti meccanici, elettrotecnici e radiotecnici e dal dopo guerra non era più in grado di soddisfare le numerose domande d'iscrizione, che era costretta a rifiutare in parte ogni anno, quindi le Autorità scolastiche locali cominciarono a considerare la possibilità di un suo ampliamento.
Successivamente, però, il Preside del−l'I.TI.S. "Corni", Ing. Malagodi, maturò l'idea che si doveva creare una scuola diversa, più innovativa e moderna, ne sostenne quindi la necessità e fu tanto convincente che l'allora vicepresidente della Provincia, Rubes Triva, abbracciò il progetto e riuscì a persuadere l'intera Amministrazione Provinciale, la quale, nel 1957, votò la mozione.
Si voleva fondare un nuovo istituto tecnico industriale, di natura provinciale, che potesse ampliare l'offerta formativa a due specializzazioni ancora uniche in Italia: chimica industriale ed elettronica industriale.
In quegli anni, nel nostro Paese, vi erano poche altre scuole con specializzazione chimica, solo quattro, ma nessuna in chimica industriale, mentre l'elettronica era una materia d'avanguardia, in cui pochissime persone potevano definirsi esperte.
Il progetto piacque e vi fu un grosso impegno organizzativo ed economico, determinato da una forte volontà dell'amministrazione provinciale di fondare in tempi brevi, anzi brevissimi, una scuola innovativa d'alta qualità e con i migliori insegnanti.
Fu una vera e propria scommessa per tutte le persone coinvolte nell'ambizioso progetto, si voleva creare una scuola concettualmente differente dalle altre, moderna, accessibile a studenti di sesso sia maschile sia femminile (cosa allora rivoluzionaria), poco 'formale', con numerose attività extrascolastiche, culturali ed anche ricreative, che si servisse d'insegnanti preparati e molto motivati, ed in cui vigesse indiscutibilmente rigore e selezione.
In solo un mese si selezionarono gli insegnanti, si risolsero problemi tecnici, logistici e burocratici, si conclusero numerosi ed estenuanti viaggi a Roma, presso il Ministero dell'Istruzione, per la definizione dei programmi e per l'ottenimento delle necessarie autorizzazioni.
Così, il 14 novembre 1957, ebbero inizio le lezioni per 76 studenti, ad appena poco più di un mese dalla votazione ed esattamente due giorni dopo l'inaugurazione dei locali che, seppur rapidamente, erano stati idoneamente adibiti allo scopo con i migliori arredi. Il 14 aprile del 1958, l'istituto scolastico fu intitolato al grande scienziato italiano Enrico Fermi, nato a Roma nel 1901, laureato nel 1922 alla Scuola Normale di Pisa con 110 e lode, socio dell' Accademia d'Italia, premio Nobel per la fisica nel 1938, padre del primo reattore nucleare (o pila di Fermi) nel 1942, e morto a Chicago nel 1954, appena quattro anni prima.
Nel 1959 furono avviate le procedure per la progettazione di un nuovo edificio scolastico, idoneo ad ospitare le classi in crescita e necessario per potenziare i laboratori, considerati di primaria importanza nella formazione degli studenti.
ITIP Enrico Fermi


La nuova sede, la stessa in cui si colloca il "Fermi" ancora oggi, fu inaugurata con l'anno scolastico 1964−1965, costruita con criteri di elevata efficienza e razionalità venne dato ampio spazio ai laboratori, per entrambi i corsi di chimica ed elettronica, tenendo però limitato il numero delle aule, (all'inizio furono presenti solo 4 sezioni per cinque classi, poi vennero ampliate a 6, per un totale finale di 30 classi da 20−25 studenti l'una), questo portò inevitabilmente ad una scelta di accesso a numero chiuso nelle iscrizioni, con un criterio di preselezione degli studenti che presentavano domanda al primo anno, inizialmente basato sul profitto scolastico ottenuto durante gli studi medi e successivamente anche tramite il sorteggio dei candidati. Negli anni '70, vista la crescente richiesta di formazione di molti lavoratori, la scuola diede inizio ai corsi serali, attivando, così, una macchina organizzativa complessa che, assieme a Preside, docenti, istruttori di laboratorio, personale addetto e di segreteria, lavorava in orario continuato dalle 7.30 alle 23.30, arrivando a vantare un'ottima capacità formativa tecnica anche verso studenti − lavoratori adulti. Successivamente vennero avviati anche corsi pomeridiani−serali di aggiornamento professionale postdiploma, di lingue, d'informatica, ecc.., sfruttando tutti i vantaggi dell' autonomia d'istituto che derivava dall'indipendenza statale.
Tutte queste innovazioni e possibilità, però, non vennero mai meno all'impostazione di rigore e selezione voluta dai "Padri Fondatori", anche per questo l'ITIP "Enrico Fermi" è considerato, ancora oggi e senza falsità, la migliore scuola tecnica della Provincia di Modena, in grado di diplomare i migliori periti in chimica ed elettronica industriale. Attualmente i suoi laboratori risultano tra i più attrezzati ed i più completi delle Scuole presenti in regione, tanto che sono messi a disposizione, al di fuori delle normali attività didattiche e di lavoro degli studenti, a chi ne richiede il noleggio. un istituto conosciuto in tutta la provincia di Modena ed anche oltre, apprezzato sia dalle industrie sia dalle facoltà universitarie: i vari sondaggi nel corso degli anni hanno dimostrato che i suoi diplomati s'inseriscono con successo all'interno di aziende pubbliche o private, mentre quelli che proseguono gli studi universitari evidenziano una preparazione superiore alla media. Credo che poche scuole, in Italia, possano vantare simili risultati in "appena" cinquant'anni d'attività, senza nulla togliere al prestigio di altri numerosi Istituti Tecnici Industriali presenti nel territorio nazionale.
Personalmente ho conosciuto il "Fermi" ancora bambino, grazie a mio padre che, nel secondo decennio degli anni '70, iniziò a frequentare le lezioni serali per studiare elettronica industriale. In quello stesso periodo, qualche volta, mi capitò di visitarne i locali, ricordo che rimasi veramente affascinato dai grandi laboratori di chimica, e probabilmente quelle esperienze contribuirono alle scelte formative che sviluppai nel futuro.
Fu una grossa emozione, diversi anni dopo, passare la selezione per entrare nella prima classe, ciò nonostante dovetti rendermi velocemente conto che sarebbero stati anni di studio molto impegnativi. Riuscì a diplomarmi in chimica industriale a pieni voti, seppur passando attraverso numerose difficoltà, (come del resto capitò anche ad altri giovani studenti), ed oggi, sulla base delle esperienze personali e del lungo percorso professionale intrapreso, posso confermarne in prima persona l'eccellente qualità formativa di quella stessa scuola.
Lo spirito iniziale di chi volle l'istituto è stato rigorosamente preservato negli anni, con la collaborazione di tutti: dai Presidi ai docenti, e da quegli stessi studenti che hanno frequentato, sia i corsi diurni sia quelli serali, anche a fronte di grossi sacrifici e difficoltà.
Con affetto ricordo quegli anni, impegnativi ma ricchi di soddisfazioni profonde, che si sono intensificate nel corso del triennio di specializzazione, man mano che ci si addentrava nella materia e ci s'impadroniva delle nozioni apprese.
Un pensiero particolare lo rivolgo ai compagni studenti−lavoratori che, nonostante i gravosi impegni familiari e professionali, dedicavano sforzi e sacrifici quasi al limite della resistenza umana, frequentando costantemente le lezioni ogni sera, dopo il lavoro, e tutti i sabati mattina, assieme agli studenti del diurno, senza alcun "sconto di pena", impiegando ore di studio tolte al sonno, con una caparbietà ed una motivazione unica nel suo genere. Un pensiero anche per quelli che, purtroppo, non resistettero fino alla fine ed abbandonarono gli studi prima della loro conclusione.
Un ringraziamento all'ex Preside Prof. Luciano Ronchetti, persona molto disponibile, attiva ed energica che riuscì a dirigere il "Fermi" dalla metà degli anni '70 per tre decenni consecutivi, mantenendo l'alta qualità ed il carattere innovativo della scuola, sempre in sinergia con le richieste di una società in continua evoluzione, costantemente presente in istituto dal mattino alla sera.
Gratitudine va espressa a tutti gli insegnanti che nel corso degli anni hanno partecipato alla preparazione scolastica degli studenti, in modo professionale e competente, ricordo molti di loro e ad ognuno di questi devo parte della mia formazione. Particolare memoria va poi a chi non c'è più, a chi purtroppo non potrà più essere presente ai festeggiamenti del cinquantesimo, tra questi ricordo con grande affetto l'Istruttore Tecnico Pratico Per. Ind. Ivan Mariani, che ci ha accompagnato nelle tante ore di laboratorio del triennio di specializzazione, immancabile punto di riferimento per ogni studente, anche a lui, oggi, devo la mia professionalità.
Auguro all'I T. I. P. "E. Fermi" di Modena un buon proseguimento nella propria attività formativa, con lo stesso coraggio innovativo ed il rigore che lo ha contraddistinto negli anni passati. Voglio incoraggiare ogni studente che fatica ad entrare nella 'filosofia' della scuola, lo esorto a non abbattersi di fronte agli ostacoli incontrati nel periodo di studi, non sono così insormontabili ma è necessario un po' d'impegno e tanta voglia di imparare, le cose più faticose sono quelle che forniscono i migliori risultati, e se s'incontrano difficoltà poco male, l'importante è non arrendersi, perseverare nei tentativi con il desiderio di arrivare in fondo. Uno dei miei primi libri di chimica−fisica riportava una bellissima citazione di Langston Hughes (poeta Americano) che diceva: "Perciò, figliolo, non tornare indietro. Non sederti sui gradini perché ti è faticoso andare".
Infine auguro a tutti i Colleghi ex−studenti del "Fermi" una buona ricorrenza, magari ritrovandoci in Istituto, prossimamente, per festeggiare il 50' anniversario dalla sua fondazione.