CON ANNESSI E CONNESSI

Stefano Corni
(studente, diplomato a.s. 1993/94)

Nello scrivere il ricordo di una qualche esperienza, bisogna essere onesti e descriverne sia gli aspetti positivi che quelli negativi. Il mio problema è che non riesco a trovare cose serie, veramente negative. Se proprio si vuole vi posso ricordare che il Fermi è in primo luogo una scuola con annessi e connessi, come compiti in classe (tanti) ed interrogazioni (di più) che non sempre vanno bene.
È poco ma non mi viene in mente altro. Passiamo quindi ai tanti (troppi per essere riportati completamente in questa paginetta) ricordi piacevoli. Uno di questi è sicuramente il buon rapporto con gli altri studenti: il Fermi è una scuola piccola, quasi "familiare" e, almeno di vista, ci si conosce un po' tutti. Inoltre posso dire di essermi trovato in una classe (spero che non mi smentiscano) di amici.
Questa non è per niente una cosa secondaria: a scuola si trascorre la maggior parte dei tempo non impegnato a dormire (anche se le due attività possono a volte sovrapporsi), figuratevi starci con persone antipatiche, o peggio dover vivere in un clima da competizione sportiva.
Ricordo che a volte, soprattutto negli ultimi anni, ci fermavamo al pomeriggio per studiare e ripetere (perché il Fermi era già aperto al pomeriggio quando questo, per le altre scuole, era eresia) ma anche per fare due chiacchiere e ridere un po' insieme. E questo dentro la scuola.
Come tante altre ex−classi anche più vecchie della nostra (abbiamo finito da pochi anni) continuiamo a trovarci con una certa regolarità e l'appuntamento é immancabile "alle otto e mezza davanti al Fermi".
L'altra componente fondamentale di una scuola oltre agli studenti sono, ovviamente, i professori (prof. per gli amici e non). Ne esistono veramente di tante specie, ognuno con il suo metodo di spiegazione e con le proprie idee su come farci imparare qualcosa. La cosa strana è che i diversi metodi funzionano un po' tutti. La riprova è che proprio grazie a ciò che mi hanno insegnato questi prof. e ad un po' (tanta) di fortuna ho potuto partecipare con un discreto risultato alla fase mondiale (dopo quella regionale e italiana) delle Olimpiadi della Chimica, un concorso che si svolge con test, problemi teorici e pratici tra studenti delle scuole superiori di buona parte dei mondo.
Questa è stata decisamente una delle esperienze più emozionanti della mia vita (nonché un bel viaggio gratis ad Oslo, in Norvegia) e non posso dimenticare che se non avessi scelto il Fermi non avrei avuto la possibilità di viverla.
Ed anche adesso che sono all'università (dove studio, guarda un po', Chimica) ciò che ho imparato al Fermi (più che nozioni, la capacità di ragionare) mi torna comodo. Non posso concludere senza prima almeno nominare una persona che chi ha fatto il Fermi non può non ricordare: Luciano Ronchetti, la vera "spina dorsale" della scuola.
Se anche voi avete studiato al Fermi non è necessario dire niente di più. Se non avete studiato al Fermi.... consolatevi, nessuno è perfetto!