Consiglio di Istituto
Verbale della seduta del 26/11/2007
Il giorno 26 novembre 2007 alle ore 17.30 in un'aula dell'Istituto E. Fermi si riunisce il Consiglio di Istituto presieduto dal Dirigente Scolastico, prof. Maurizio Boni, per discutere e deliberare sul seguente O.d.G.:
1) Insediamento Consiglio di Istituto
2) Elezione Presidente del C.d.I.
3) Elezione Giunta Esecutiva
4) Organizzazione dell'offerta formativa provinciale a.s. 2008/09: richiesta nuova autonomia scolastica per l'ITIP Fermi.
Risultano presenti i Consiglieri: Giulia Spattini, Francesco Ferri, Davide Franciosi, Rossi Gianluca (studenti); Mauro Cipolli, Maria Cristina Mammi, Maria Morselli (genitori); Sanzio Manzini, Moreno Gazzotti, Maurizio Manfredi, Alberto Martignani, Silvia Nerini, Brunella Balestrazzi, Cesare Malagoli, Maurizio Rebuttini (docenti); Romano albertini, Maria Cristina Tirelli (personale A.T.A.).
Il Dirigente Scolastico saluta i vecchi e nuovi consiglieri e procede all'apertura della seduta.
1-2-3) Elezione Presidente e Giunta Esecutiva
Il Dirigente Scolastico illustra ai genitori, che sono gli unici candidati alla carica di Presidente del Consiglio, i compiti di questa figura ed a tutti i componenti i compiti della giunta Esecutiva. Si delibera se procedere all'elezione tramite voto segreto o concordato tra le varie componenti il Consiglio. Si decide per quest'ultima soluzione, quindi ciascuna componente decide i candidati al proprio interno; dopodichè si procede alla nomina per alzata di mano. Risulta eletta Presidente del Consiglio di Istituto la sig.ra Maria Cristina Mammi; compongono la Giunta Esecutiva: Mauro Cipolli, Maurizio Manfredi, Maria Cristina Tirelli, Giulia Spattini, il Dirigente Scolastico (di diritto).
4) Organizzazione dell'offerta formativa provinciale a.s. 2008/09: richiesta nuova autonomia scolastica per l'ITIP Fermi.
Il Dirigente Scolastico introduce l'Assessore Provinciale all'istruzione Silvia Facchini. L'Assessore afferma che questo è un momento delicato nella storia del Fermi, a cavallo del festeggiamento terminato pochi giorni or sono del cinquantesimo anniversario dalla fondazione dell'Istituto, per il quale sono anche stati prodotti un libro ed un film, testimonianze di vite vissute dentro al Fermi. A marzo è stato avviato dalla Giunta provinciale il percorso per trasferire il Fermi allo Stato. Ritiene di non dover tornare a spiegare le motivazioni di questa scelta, già illustrate al precedente Consiglio. Si è partiti in febbraio con la decisione della Giunta; è un percorso lungo che si concluderà con la stipula di una convenzione; prima però si devono espletare tre atti preliminari e indispensabili. Il primo riguardava la stabilizzazione del personale, che rimarrà in carico alla Provincia, che si è completata con l'accordo del 12 novembre u.s. che prevede la complessiva messa in ruolo al primo settembre prossimo di 8 docenti (2 dei quali già stabilizzati a partire dal 1 settembre u.s.) e di 4 figure ATA (individuati grazie alle normative per l'assunzione del pubblico impiego: tre anni di servizio e/o la prima posizione in graduatoria). Il secondo prevedeva una relazione ministeriale sull'idoneità dell'Istituto alla statizzazione: la visita di un Ispettore ministeriale si è conclusa pochi giorni fa ed ora depositerà la sua relazione presso il Ministero. Il terzo è quello in discussione: per il passaggio allo Stato è necessario che il Consiglio Provinciale presenti la richiesta in Regione per la concessione di un'autonomia in più sul territorio modenese (ora il Fermi è istituto della Provincia, non autonomia statale), in modo che la Giunta possa poi deliberare sul numero complessivo di autonomie nella provincia. Prima di formulare la richiesta il consiglio Provinciale deve sentire il parere, obbligatorio ma non vincolante, del Consiglio di Istituto. Una volta espletate queste condizioni, può partire il confronto con il Ministero, da parte della Provincia a partire dal documento che contiene gli elementi basilari delle richieste per il passaggio. Alternativa alla richiesta di una autonomia in più rispetto alle attuali non c'è. Si potrebbe pensare all'accorpamento di due istituti, ma a Modena non è possibile perché le scuole presenti sono già sovradimensionate. Il Presidente del Consiglio conferma che è importante ottenere e difendere l'autonomia perché significa mantenere la dirigenza entro l'istituto e le condizioni attuali di operatività, elementi molto importanti per la funzionalità di una scuola. Per una conoscenza migliore dell'oggetto in discussione e soprattutto delle eventuali criticità ritiene che sarebbe opportuno ascoltare i docenti. Il prof. Manfredi conferma che anche per i docenti ottenere l'autonomia è condizione sine qua non. In realtà la situazione è più complicata e gli insegnanti non sono tranquilli: a settembre almeno trenta docenti cambieranno sicuramente, mentre il Fermi ha sempre avuto come caratteristica la stabilità anche del personale non di ruolo. Ma c'è un altro aspetto: cosa ci faranno sessanta docenti di dipendenza provinciale in una scuola statale?; le situazioni viste altrove hanno rivelato diverse problematiche, tra cui la non rappresentanza sindacale per i docenti non statali e l'impossibilità a rivestire funzioni obiettivo. Ancora, quello che ha irritato i docenti è stato che in una nota a margine sia stata indirettamente comunicata la volontà dell'Amministrazione di voler chiudere l'iter entro dicembre: gli insegnanti non sono d'accordo per una statizzazione a tutti i costi. Infine, la convenzione non è un accordo solido dal punto di vista legale: cosa può accadere a questa scuola, per esempio nel caso la presenza degli studenti si contragga? Ci vuole chiarezza e certezza negli accordi da stabilire, non per i prossimi sei mesi ma per gli anni nel futuro. Di fronte a questi problemi, rimasti aperti nonostante diversi incontri, i docenti sono preoccupati: la richiesta è che la convenzione si faccia solo quando i dubbi e i problemi sono stati chiariti e risolti. I docenti chiedono che questa dicussione si allarghi di più; è stato chiesto un parere legale per avere certezze maggiori; ci saranno ulteriori contatti con chi ha già vissuto questa esperienza. Si chiede comunque di togliere la clausola di limite a dicembre. Giulia Spattini sottolinea l'accordo degli studenti con gli insegnanti perché la continuità didattica è essenziale. Francesco Ferri si chiede: se i docenti non potranno concorrere agli incarichi interni, come potranno funzionare i tanti progetti attivi nell'istituto? Il Dirigente Scolastico risponde alle obiezioni sostenendo che la convenzione di Ferrara è stata scritta molto male e di sicuro non sarà il punto di partenza per quella che riguarderà il Fermi. Per quel che riguarda il problema dei precari, sul totale 16 lavorano su spezzoni di orario e quindi ricoprono incrichi comunque destinati al precariato. Per alcuni incarichi, è anche difficile trovare le persone per colmare i vuoti; aprendosi allo Stato, forse anche attraverso domande di trasferimento si potrebbero riempire i vuoti. Il prof. Martignani sottolinea che i docenti non sono preoccupati degli aspetti occupazionali in primis; sono preoccupati della ricaduta del passaggio quando la scuola sarà statale: la scuola è una realtà complicata, i passaggi così grossi sono rischiosi. I docenti sono perplessi perché all'inizio sono state fornite garanzie su continuità e qualità, ma a tutt'oggi su questo siamo a livello zero, quello che preoccupa di più è il continuo rinvio della discussione. Se le decisioni non verranno prese in modo oculato, i cambiamenti potrebbero risultare traumatici e modificare profondamente il lavoro all'interno della scuola e la didattica finora espressa dall'istituto. Quello che deve far pensare è che gli eventuali contraccolpi più forti verranno a ricadere sugli studenti. Il sig. Cipolli conclude che, se ha capito bene, il processo non si potrà arrestare. Il nodo cruciale è quello della convenzione e come farla. La perplessità maggiore riguarda se farla in fretta o se pensarci bene perché i problemi possano essere affrontati. Ma quale è la ragione di tale fretta? L'Assessore risponde che le preoccupazioni espresse sono condivise, c'è la consapevolezza che i nodi evidenziati non sono di facile soluzione. Sulle diverse problematiche si dichiara disposta a ritornare in Consiglio per poterle affrontare più diffusamente. Per quello che riguarda il valore legale della convenzione, deve essere il segretario provinciale o il direttore generale a stabilirne la legalità, tenuto conto che non è un atto qualunque. Il precariato, poi, rimarrebbe tale anche rimanendo sotto la Provincia, anzi forse sarebbe destinato ad aumentare date le difficoltà di bilancio; invece, lo Stato potrebbe forse ridurlo, dato che gli attuali docenti in ruolo continuerebbero a dipendere economicamente dall'Amministrazione provinciale e le nuove e recenti immissioni in ruolo servono proprio a facilitare questo. Sui tempi: l'obiettivo ha una sua funzionalità, tolta la funzionalità l'obiettivo resta. Perché dicembre? In primo luogo per dare delle informazioni certe ai genitori che iscrivono i figli in prima; in secondo luogo per favorire le richieste di trasferimento dei docenti statali (la possibilità di fare domanda ha scadenza a gennaio). E' però ancora da depositare al Ministero la relazione dell'Ispettore, finchè non sarà fatto questo la contrattazione non può partire. Se si dovesse andare oltre quel limite, non ci sarà nessun problema, si prenderà tutto il tempo che ci vuole. Il sig. Albertini conferma di avere capito che il passaggio ci sarà comunque ma che la convenzione è stata rinviata a fasi successive. Non si poteva portarla avanti in parallelo con gli altri atti? La preoccupazione è che, una volta che il passaggio si fa, la convenzione anche se scritta male va presa così com'è. Il prof. Manfredi obietta che ci si preoccupa di agevolare l'ingresso di docenti esterni, invece di valutare le problematiche espresse dagli interni. Ci saranno due scuole: il datore di lavoro dei docenti attuali rimane la Provincia, ma funzionalmente questi dipendono dal Dirigente Scolastico che a sua volta non ha voce in capitolo con la Provincia, in quanto lui è un dirigente statale. Dirigente Scolastico, segreteria, regole cambiano dal primo settembre: la preoccupazione è lecita. Parlare di continuità è un po' una forzatura. Il sig. Albertini ribadisce ulteriormente la sua perplessità: perché correre per stilare una convenzione a tutti i costi senza sviscerare tutti i problemi che possono emergere? Se a Ferrara è stata stipulata una brutta convenzione, il dubbio rimane: perché non potrebbe risultare brutta anche per il Fermi? Il Presidente del Consiglio si dichiara favorevole alla richiesta di autonomia anche data l'esperienza nel suo ambito lavorativo in funzione di presidenza scolastica. La richiesta che pone è però di non tralasciare nulla al fine della stesura della convenzione per il bene dell'istituto, in modo tale da chiarire tutto il possibile prima di procedere. Il Preside propone di votare sulla richiesta di autonomia, poi di riaggiornarsi per un esame più approfondito delle problematiche sul tappeto. Il parere sulla richiesta di autonomia risulta positivo a maggioranza, con 4 astensioni e nessun contrario.
Terminata la discussione, la seduta viene sciolta alle ore 19.10.
Il Presidente del Consiglio di Istituto
Maria Cristina Mammi
Il verbalizzatore
Silvia Nerini