Consiglio di Istituto
Verbale della seduta del 14/05/2007
Il giorno 14 maggio 2007 alle ore 18 in un'aula dell'Istituto E. Fermi si riunisce il Consiglio di Istituto, presieduto dal Preside, data l'assenza giustificata per malattia del Presidente, per discutere e deliberare sul seguente O.d.G.:
1) Approvazione verbale precedente.
2) Integrazione al Regolamento di Istituto.
3) Criteri per l'assegnazione del contributo di solidarietà.
4) Quote di iscrizione agli Esami di Stato candidati esterni.
5) Comunicazioni del Dirigente Scolastico.
Risultano assenti i seguenti Consiglieri: Stefano Severino e Rocco Taurasi (studenti); Daniele Montorsi (genitore); Sanzio Manzini (docente).
In occasione della presente seduta, risulta assente il Presidente del Consiglio; dai docenti è inoltre giunta richiesta di una variazione in O.d.G. che faccia il punto sulla situazione riguado il processo di statizzazione dell'Istituto in atto. Pertanto, il Dirigente Scolastico propone che la seduta si tenga ugualmente limitando l'O.d.G. al punto 3, al punto 4 e al punto 5, riguardante appunto la statizzazione.
5) Comunicazioni del Dirigente Scolastico.
Il Preside comunica di avere invitato alla seduta odierna l'Assessore Provinciale Silvia Facchini, la quale però risultava già impegnata in un'altra riunione. Riferisce che mercoledì si è tenuto il primo incontro tecnico col Ministero della Pubblica Istruzione per mettere a punto il percorso di statizzazione della scuola. Il viceministro Bastico ha sostenuto che lungo il percorso devono esserci tre punti fermi: il personale della Provincia resta alla Provincia; deve essere garantita l'autonomia dell'Istituto: il Fermi non diventa sede coordinata o succursale di altro Istituto esistente sul territorio (del resto l'ITI Corni è già sovradimensionato di suo); il Dirigente Scolastico deve essere statale. Il resto è ancora tutto da vedere perché il passaggio allo Stato prevede una convenzione ancora oscura perché tutta da scrivere. Rimane il problema del personale precario da anni in servizio al Fermi; è stata formulata l'ipotesi di attendere le prossime immissioni in ruolo da parte dello Stato, valutare quanti ne restano esclusi e vedere poi cosa fare. Altro nodo problematico è quello del passaggio amministrativo: la gestione di una scuola autonoma è diversa e necessita di un forte incremento di personale amministrativo (8+1 contro gli attuali 3+1). Il Ministero ha dimostrato disponibilità a trattare i problemi in maniera flessibile. Sulla situazione dei docenti precari per ora prevale una posizione di attendismo in funzione delle messe in ruolo statali. I tempi per la realizzazione sono al 1 settembre 2008 secondo accordo verbale tra Ministero e Provincia. Altre due scuole stanno percorrendo la stessa strada più o meno con gli stessi passaggi; solo alle Aldini Valeriani di Bologna sono un passo più avanti perché è stato raggiunto l'accordo per l'assunzione del personale precario: 47 docenti (circa il 50% dei precari in servizio); al Leonardo di Firenze questo problema non c'è perché non c'è personale precario su cattedre intere. La prof. Balestrazzi spiega che la richiesta di affrontare questo tema è intercorsa da parte dei docenti per portare a conoscenza del Consiglio i problemi emersi fino ad ora. La Provincia in Collegio aveva, a voce, fatto alcune promesse, ma il documento portato a Roma e ora pervenuto ai docenti non affronta quello che era stato chiesto, ossia la garanzia del mantenimento del livello della scuola anche attraverso la stabilità del personale, non presenta soluzioni. Il prof. Manfredi sottolinea che dato che le Aldini hanno ottenuto qualcosa dalla loro Amministrazione, anche qui la Provincia deve dare garanzie in merito; precisa poi che in realtà a Ferrara, dove il passaggio allo Stato è già avvenuto, la convenzione, firmata cinque anni fa, è in scadenza, quinidi, almeno in quel caso, anche abbastanza breve. La prof. Maurizi fa notare come nel documento sia scritto, tra l'altro, che il mantenimento dei docenti in ruolo presso la Provincia è solo per un certo numero di anni da concordarsi prevedendo un graduale passaggio anche per loro allo Stato. Il prof. Martignani ribadisce che il percorso avviato da febbraio abbia fin dall'inizio presentato richieste di soluzione ai diversi problemi esposti. L'Assessore aveva garantito un percorso comune, ma per i documenti elaborati fino a questo momento non è andata assolutamente così e la scuola non è stata convocata per nulla quando in gioco c'è il futuro dell'Istituto e degli studenti. Il documento ora presentato genera molta inquietudine proprio per il servizio che potrà essere fornito agli studenti che si iscriveranno. Il sig. Prampolini concorda che dal panorama presentato non emerge effettivamente molta disponibilità nell'Assessore quanto molta fretta. Bisogna capire chi sono gli estensori di fatto del documento e chiedere subito di sistemare i nodi pendenti. Bisogna anche capire se il Consiglio di Istituto ha qualche possibilità di pressione o no. Il Preside spiega che nel documento sono presenti linee di indirizzo al momento di intraprendere un dialogo con il Ministero che non prevedono nulla di definitivo. La previsione iniziale di un graduale passaggio del personale di ruolo allo Stato è già superata, perché il Ministero ha detto no, poiché non esiste alcuna legge in proposito. I documenti reali su cui si deve lavorare sono la Convenzione tra Ministero e Provincia e l'accordo sindacale tra personale e Amministrazione: per ora non ci sono, sono ancora da elaborare. Finora si è trattato di approcci, adesso inizia il percorso vero di stesura del passaggio. Per i tempi, in effetti c'è un problema tecnico: se l'intento è il settembre 2008, bisogna per tempo comunicare alle famiglie quello che succede e quindi la convenzione deve essere pronta entro il 25 gennaio, cioè prima delle iscrizioni e della formazione degli organici. La sig.ra Natali conferma che anche secondo lei ci sono un problema di ordine politico ed uno di ordine sindacale. Sulla base di quelle che sembrano frasi interlocutorie, si deve andare alla trattativa per ottenere garanzie serie sul futuro dei docenti. Il prof. Martignani ribadisce come il problema sia anche quello della risposta assente dei sindacati provinciali, nonostante le tante richieste; i docenti temono, tra l'altro, di dover affrontare la situazione da soli. La richiesta che i docenti presentano al Consiglio di Istituto è quella di prendere una posizione e chiedere un incontro con i Consiglieri provinciali per avere da loro risposte sui problemi che stanno emergendo. Il sig. Prampolini è d'accordo sul chiedere un incontro con la Provincia, ma andando con pochi punti ben concretizzati e definiti che poi vengano inseriti nella Convenzione. Il prof. Manfredi sottolinea che non si sono ancora organizzati tavoli tecnici, non ci sono trattative interne come accaduto alle Aldini e i tempi sono così stretti che sembrano indicare il desiderio di affrettare le cose. Ed anche la motivazione al passaggio portata dalla Provincia, come esigenza interna alla scuola per una maggiore tranquillità, non è vera. Il Preside conferma che il percorso viene presentato come molto veloce e questa è una cosa preoccupante per il rischio di perdita di qualità della scuola legato alla perdita di parte dei docenti. Ma le richieste proposte di garanzie per i precari, anche visti i criteri già in vigore ora per il reclutamento dei docenti, non sono realistiche: infatti, a settembre saranno 33 i precari, di cui però circa una decina non hanno una cattedra ma spezzoni; quelli passibili di una messa in ruolo per cattedra e anni di servizio all'interno dell'Istituto sono circa 10 e su questo c'è il dovere di intervenire. Per il corso di Chimica le persone che potrebbero aspirare al ruolo ci sono, per il corso di elettronica sono proprio i docenti a mancare, e questo per problemi al di là del percorso di statizzazione, problemi a livello nazionale. Il prof. Martignani propone di tirare le somme del dibattito: che il Consiglio chieda un incontro con l'Amministrazione nelle persone di alcuni Consiglieri provinciali per avere chiarimenti su ciò che nel documento non convince o con cui non si è d'accordo.
La proposta viene approvata all'unanimità.
Data l'assenza del Presidente, il Preside propone al Consiglio di rinviare la trattazione dei punti in OdG non urgenti, essendoci tempo fino a fine giugno per deliberare. Propone anche al consiglio di iniziare a pensare al calendario per il prossimo anno scolastico: le date ufficiali sono il 17 settembre per l'inizio e il 7 giugno per la fine. Si potrebbe iniziare il mercoledì o giovedì precedenti per poter così inserire dei giorni di pausa oltre al ponte di novembre già previsto dal decreto: estendere la festività di S. Geminiano dal giovedì alla domenica interrrompendo così per qualche giorno tra i due quadrimestri; introdurre un ponte per la festività del 25 aprile. Il Consiglio accetta di passare subito all'esame del punto 3 in OdG.
3) Criteri per l'assegnazione del contributo di solidarietà.
Il Preside comunica che il fondo previsto si aggira intorno ai 1000€ e che si prevede di utilizzarlo per viaggi di istruzione superiori ad una giornata e dal costo superiore ai 100€. Propone per l'assegnazione che si tenga conto dei valori dell'indice ISEE e che venga suddiviso in base al numero dei richiedenti con un minimo di 50€ a persona; se i richiedenti sono più di 20, si procederà ad una graduatoria. Il sig. Prampolini propone che il numero di persone venga abbassato a 10 per poter assegnare così un contributo più significativo. La prof. Maurizi propone di aggiungere tra i criteri di una eventuale graduatoria in caso di parità quello del merito scolastico.
La proposta viene approvata all'unanimità con le variazioni specificate.
4) Quote di iscrizione agli Esami di Stato candidati esterni.
Il Preside comunica che quest'anno, per la prima volta, ci sono iscrizioni esterne agli Esami di Stato. Si è pensato, come fanno le altre scuole, di far pagare una quota suppletiva di iscrizione; si era pensato a 150€ come tassa base, se dall'anno prossimo verranno chieste attività di laboratorio, scatterà l'adeguamento a 250€. La prof. Maurizi suggerisce di tenere alta la tassa per evitare che nei prossimi anni gli studenti interni che vanno male decidano di ritirarsi a marzo per iscriversi poi d'ufficio da privatisti saltando in questo modo lo scrutinio d'ammissione.
Terminata la discussione, la seduta viene sciolta alle ore 20.15.
Il Presidente del Consiglio di Istituto
Giuseppe Cioni
Il verbalizzatore
Silvia Nerini